Sessuologia
C’è una fase che per molte donne accade dopo i cinquanta anni e per altre poco dopo i quaranta in cui si iniziano ad avvertire dei cambiamenti del corpo e le mestruazioni oscillano tra due dimensioni: troppo spesso o a troppa distanza. In questo periodo, a volte per motivi diversi, nascono i malesseri e le paure: si inizia a pensare che non ci saranno altre chance rispetto a fare un figlio o a fare un secondo figlio, si teme che si avvicini una situazione come la menopausa che fa pensare all’invecchiamento, si teme che il partner possa leggere questo evento come un nostro cambiare pelle.
Si annidano nella nostra testa paure legate alla perdita di queste compagne di vita, amate e temute, che hanno scandito il nostro cambiamento nel loro esserci e non esserci, nel loro essere attese quando erano in ritardo per paura o speranza: timore di una gravidanza indesiderata o delusione perché il loro ritorno annunciava che la gravidanza attesa non c’era e inizia di nuovo il calvario di rapporti cercati per procreare e trasformati in uno sterile esercizio di date e momenti senza la possibilità, nonostante sforzi sessuali, impegni medici, di determinare l’evento. Ci sono oggi molte donne giovani che hanno perso le mestruazioni perché hanno avuto un tumore, salvate in tempo, con la chirurgia e le cure necessarie, che però sono costrette a confrontarsi con la fine delle mestruazioni per un poco o per sempre.
Quando la menopausa, data dell’ultima mestruazione, si determina può trovarci preparate o impreparate, racconta un cambiamento, da un lato ci regala come una infanzia del nostro corpo e segna il momento in cui con più forza ci dobbiamo dedicare ad un rinforzo della nostra identità femminile se non l’abbiamo fatto prima. Se accadono in fase più giusta, dai cinquanta anni in poi, inizialmente anticipano l’idea di essere avviate verso il diventare anziane, ma non è così. Il corpo ci rende libere dalla fertilità e ci restituisce a noi stesse e anche se arrivano presto i segnali e inizialmente ci spaventano, possiamo contare sul nostro corpo nel suo complesso, sugli organi genitali ancora adatti al sesso e all’accoppiamento. I partner temono in genere il tono dell’umore, sono scoraggiati dal nostro ritirarci o dalla nostra improvvisa aggressione.
La menopausa è solo la fine delle mestruazioni, dobbiamo cominciare a pensarlo prima, in modo da capire cosa esprime la nostra femminilità, come l’abbiamo veicolata nei confronti del partner o dei partner se nella nostra vita sentimentale ci è successo di aver scelto di avere una storia centrale e storie periferiche. Poiché sappiamo per certo che le donne tradiscono come gli uomini, può essere interessante capire se le donne che temono o pensano alla menopausa possono tradire ancora di più delle donne che ancora vivono la fertilità. Penso che sarebbe interessante pensarlo, dato che mai come in una fase in cui la fertilità comincia a perdere la sua centralità, le donne possono dedicarsi a se stesse, alle loro risorse, al loro corpo, alla voglia di spendere una competenza erotica magari smarrita nella fase della carriera e dei figli e invece possono sentire che hanno voglia di mettersi in gioco e di cercare magari l’orgasmo che non hanno mai avuto.
Bisogna pensare al futuro e immaginare un corpo che lascia il compito della fertilità - per cercare una maggiore concentrazione sulla propria anima femminile, sulle sensazioni ed emozioni sessuali. Il partner può a sua volta essere in un periodo in cui ha paura del passare del tempo, aiutiamolo ad allargare il suo dominio sul suo corpo nel complesso condividiamo con lui una più ampia torta della sessualità, fatta delle cose che forse abbiamo trascurato,cerchiamo uno spazio e un tempo per il sesso, ascoltando il suo corpo e il nostro. Forse in passato abbiamo usato il no per sentirci forti e il battere del desiderio maschile contro la nostra resistenza ci ha dato sicurezza, ora possiamo essere attive, cercare di capire come si articolano i nostri desideri, le fantasie, i gesti, la seduzione, la ricerca di sensazioni corporee che nascono dentro di noi prima di essere ricercate e prodotte dalla stimolazione del partner. Un mondo si apre che stimola i cambiamenti e possiamo sapere che solo se conserviamo una buona sessualità possiamo portarla con noi oltre le soglie di età più impegnative.
Gli uomini intervistati che hanno messo la menopausa della propria donna tra le cause della mancanza di desiderio, parlavano di questo: di una possibile identificazione delle loro donne con il non essere, non avere desiderio, essere prese dai sintomi secondari, avere paura del sesso, evitarlo. E’ quindi il tono dell’umore, il disinvestimento energetico, la stasi sessuale, che produce al maschile distacco. Può essere bello sorprenderli, mantenere o costruire questa bella relazione con la propria femminilità e costruire il cambiamento non solo lasciarlo accadere. Una donna può cambiare la sua storia sessuale se al momento dei quaranta anni riflette sul tempo che ha davanti e lo pensa con gioia, costruendo la trama evolutiva della sua femminilità che si esprimerà nel passare del tempo.
DA http://donna.tiscali.it/articoli/giommi/08/marzo/menopausa_222.html
Notizia del 12 Marzo 2008