Anni di passaggio

Uno “shock da soglia”, si chiude una porta alle nostre spalle e ci voltiamo con dolore a guardarla chiudersi...”. Così la femminista Carolyn Heilbrun definì molti anni fa la menopausa. In realtà nel tempo è migliorata la percezione di questo importante passaggio. Tra i 49 e i 50 anni - età media menopausale delle italiane - con il cessare delle mestruazioni la donna “sente” per la prima volta il tempo dentro il suo corpo. “La menopausa è un evento naturale che cade in un momento particolare della vita delle donne”, afferma Pier Francesco Bolis, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell’Università dell’ Insubria di Varese, “ attorno ai cinquant’anni molte sono sole o divorziate oppure vivono storie incerte, i figli sono cresciuti, il corpo cambia dentro e fuori, è urgente fare un punto della propria vita fisica e relazionale”. L’evento più eclatante, la cessazione del flusso mestruale, è preceduto e seguito da un lungo periodo di trasformazione che durerà almeno 10 anni.“Il cosiddetto “climaterio” caratterizzato da modificazioni dell’apparato genitale e urinario, e da variazioni del sistema neuroendocrino”, spiega il ginecologo Angelo Cagnacci del Policlinico di Modena, “segnate dalla drastica caduta di estrogeni, prolattina e progesterone, anche se piccole quantità di estrogeni e testosterone continuano ad essere prodotte”. I disturbi che ne conseguono sono immediati (vampate di calore, cambiamenti di umore, testa confusa, difficoltà ad addormentarsi, scarsa concentrazione), e tardivi correlati all’insorgenza di un corredo di alterazioni metaboliche rappresentate da aumento del colesterolo “cattivo”, intolleranza agli zuccheri, perdita di calcio. I due veri bersagli della menopausa sono il cervello e il cuore. Numerosi studi dimostrano che le donne impegnate fuori casa hanno meno problemi rispetto alle coetanee casalinghe. “La brusca interruzione degli estrogeni rende la donna vulnerabile alla malattia cardiovascolare che proprio a questa fase della vita è, in Europa e negli Usa, la più frequente causa di morte(responsabile del 41,3% di tutti i decessi femminili) e di malattia”, spiega Maria Grazia Modena, direttore del Dipartimento di cardiologia del Policlinico di Modena. In agguato c’è l’aumento di peso, l’ipertensione e il diabete mellito, fattore di rischio severo perché danneggia il rivestimento(endotelio) dei vasi sanguigni con formazione di placche aterosclerotiche. La donna deve mettere in atto contromisure importanti. Il primo passo è ripensare al proprio stile di vita, rapportarsi in modo diverso agli altri, parlare del problema con il proprio ginecologo. Il secondo consiste nel sottoporsi al cosiddetto “monitoraggio transazionale” per parecchi anni. Il rischio cardiovascolare diventa troppo forte così come quello di depressione. La situazione “menopausa” va inquadrata nel modo seguente:
Controlli
Il primo attorno ai 45 – 47 anni comprensivo di visita ginecologica completa, ecografia, mammografia, esami ematochimici, misurazioni della pressione arteriosa e Moc. I successivi a cadenza semestrale o annuale effettuati minimo per cinque anni dalla cessazione del mestruo.
Stile di vita
Smettere di fumare, evitare i dimagrimenti perché il grasso su fianchi e glutei è “buono” ma tenere sotto controllo il peso per evitare il grasso “cattivo” sulla pancia. L’alimentazione deve essere variata ed equilibrata con poco sale. Indispensabile un adeguato introito di calcio con acque minerali, noci, mandorle, verdure scure, latte e yogurt. Importanti i supplementi di vitamina D. Limitare gli zuccheri e l’alcol.
Movimento
Camminare a passo sostenuto ed esporsi alla luce solare ha effetti benefici sul metabolismo, sul peso corporeo, sulla circolazione e sull’umore.
50 anni
E’ l’età media in cui cessano i flussi mestruali fisiologici
11 milioni
Sono in Italia le donne che hanno superato i 50 anni. L’attesa di vita è oltre gli 82 anni
70 – 75%
Di queste donne presenta sintomi dovuti a carenze ormonali

I nuovi rischi
IPERTENSIONE

Il 49% delle donne in menopausa è iperteso oppure sotto regolare trattamento farmacologico specifico
Il 18% è in una condizione border line

COLESTEROLEMIA
Il 38% delle donne in menopausa soffre di colesterolemia oppure è sotto specifico trattamento, il 35% è border line
TRIGLICERIDEMIA
Il 24% ha un livello elevato di trigliceridi
SEDENTARIETA’
Il 48% delle donne in menopausa non svolge attività fisica
FUMO
Il 14% fuma in media 12 sigarette al giorno
OBESITA’
Il 30% è obeso, il 40% in sovrappeso
GLICEMIA
Il 10% è diabetico, il 6% rischia di diventarlo. Il 33% è affetto da sindrome metabolica.
Fonte Progetto Cuore, ISS

Farmaci
Terapia sostitutiva, i nuovi ormoni

Madrid – Assolta a terapia ormonale sostitutiva (TOS). Lo sostengono i medici convenuti a Madrid nel Palacio Municipal de Congresos dove dal 19 al 23 maggio si è svolto il 12° Congresso sulla Menopausa, massimo appuntamento planetario che ogni tre anni riunisce i maggiori esperti da tutte le Nazioni per fare il punto sull’argomento. Sono soprattutto i ginecologi, i cardiologi e gli endocrinologi a crederci battendo sul tasto della TOS con benefici di gran lunga maggiori rispetto alle controindicazioni, sull’analisi degli orientamenti futuri e sugli aspetti sociali e psicologici della salute e della qualità della vita nella donna. Le malattie cardiovascolari risultano essere la prima causa di morte, il killer principale dopo la mezza età. In Italia il numero di donne che ha superato i 50 anni è di circa 11 milioni e l’attesa di vita è oltre gli 82 anni, tra le più elevate del mondo. Vale a dire che un’italiana vive per circa 30 in postmenopausa. Fra queste, oltre il 70/75 per cento presenta dei sintomi dovuti alle carenze ormonali. In effetti l’interruzione della produzione da parte dell’ovaio degli ormoni estrogeni e del progesterone determina importanti modificazioni sintomatologiche, dell’aspetto fisico, della fisiologia organica, spesso vissute dalle pazienti in modo conflittuale. Marco Gambacciani, ginecologo della Clinica Ostetrico-Ginecologica del Santa Chiara di Pisa e membro del Comitato Direttivo del Congresso spiega quanto l’assenza del ciclo provochi un senso di sconforto nell’universo femminile. “La menopausa è un segnale biologico molto forte. Nelle mestruazioni non solo si racchiude l’emblema della femminilità, ma anche una protezione globale dell’organismo. Ormai abbiamo compreso che la terapia ormonale sostitutiva va regolata da paziente a paziente. I farmaci oggi disponibili riescono proteggere da ipertensione e osteoporosi anche con dosaggi molto bassi.
Ci sono cerotti con soli 14 microgrammi di estro progestinici o di testosterone che aiutano a vivere meglio. Anche il Dhea,(ormone maschile prodotto dalle ghiandole surrenali che si può preparare in farmcia su prescrizione medica) aiuta nella fase di transizione. A 45 anni un dosaggio sostenuto è adeguato, ma a 65 le dosi vanno modificate in funzione delle necessità biologiche e anagrafiche. Nuovi progestinici, come il drospirenone, riducono la ritenzione di acqua, sodio e limitano la formazione dei grassi. Le pazienti trattate con questi farmaci perdono peso”. Al momento sono disponibili sul mercato combinazioni farmacologiche molto efficaci di 17b-estradiolo e 2 mg di drospirenone per il trattamento dei sintomi menopausali e la prevenzione dell’osteoporosi, approvate in Europa, Sud Africa, Asia, Australia, America Latina. A differenza di altre terapie ormonali, queste formulazioni non provocano ipertensione. “Il drospirenone è un nuovo progestinico con proprietà antagoniste del recettore dell’aldosterone, caratteristiche che non sono finora ancora state descritte per nessun altro progestinico sintetico”, conferma Giuseppe Rosano, cardiologo e direttore dell’IRCCS San Raffaele di Roma, “Alcuni studi clinici hanno dimostrato che la terapia ormonale sostitutiva, intrapresa entro 10 anni dalla menopausa, riduce il rischio cardiovascolare. Gli studi americani Women’s Health Initiative in cui fu osservato un aumento di mortalità, usavano medrosssiprogesterone, acetato abbinato agli estrogeni, utilizzando lo stesso dosaggio a 50 come a 80 anni. In Europa trattiamo tutta una gamma di ormoni di tipo progestinico diversi, di terza generazione. Gli studi osservazionali hanno dimostrato che la terapia ormonale sostitutiva tutela le pazienti dall’ipertensione. Su 100 donne dopo i settanta anni, 75 muoiono per un evento cardiovascolare, non possiamo dimenticarlo”, conclude Rosano. 
Di Anna Mirabile

“Ci sono ancora troppi pericoli”
“SERVONO nuove ricerche, ben condotte e, soprattutto indipendenti, per risolvere i problemi aperti della Tos” spiega Paolo Zola, ginecologo della università di Torino e portavoce del Gruppo di studio clinico della Consensus Conference sulla cura della menopausa che si è tenuta di recente a Torino su iniziativa del Mario Negri e dell’Istituto Superiore di Sanità. I problemi aperti riguardano i benefici su cuore e osteoporosi, sostenuti in base agli effetti teorici degli ormoni di ultima generazione, e le ricerche su pochi casi seguiti per poco tempo. Invece, studi clinici indipendenti, l’ultimo realizzato nel 2002, su decine di migliaia di donne controllate per cinque anni e oltre non avevano riscontrato benefici sull’osteoporosi. Inoltre registravano un aumento della mortalità per infarto ed ictus e per tumore al seno. Insomma, in attesa di ricerche valide ed affidabili, la Consensus sentenzia che “la terapia ormonale sostitutiva(Tos) rimane indicata solo per la menopausa precoce causata da varie malattie, per restituire alla donna gli anni di vita ormonale venuti a mancare. E nel caso che i disturbi transitori della menopausa fisiologica(vampate, ecc) siano talmente intensi da compromettere la qualità della vita”.  Il documento completo è su http://www.partecipasalute.it

L’esperto
Benefici al cuore rischi per il seno

IN MENOPAUSA, la carenza degli estrogeni, ormoni prodotti dalle ovaie, è causa di disturbi in parte transitori, come vampate di calore, disturbi del tono dell’umore, perdita di memoria, insonnia, diminuzione del desiderio sessuale. Tali disturbi sono in grado di condizionare fortemente la qualità di vita della donna. Pensare che la carenza ormonale possa essere responsabile in età più avanzata di patologie invalidanti come l’osteoporosi, di modificazioni metaboliche e cardiovascolari deve far riflettere. La terapia ormonale è la più efficace nel ridurre questi disturbi, anche se, qualora necessario, esistono rimedi specifici per ogni disturbo. La terapia può essere somministrata in diverse forme(compresse, cerotti, creme) ed in dosi sufficienti ad esercitare un’azione terapeutica, ma comunque in dosi inferiori rispetto a quelle prodotte da una donna giovane dalle ovaia. La terapia può essere effettuata per alcuni mesi od alcuni anni. Un uso prolungato è in grado di ridurre il rischio di fratture osteoporotiche a carico della colonna vertebrale e del femore. L’efficacia è simile o superiore a quella dei migliori trattamenti specifici per l’osteoporosi. Ma la terapia ormonale riduce anche la necessità di utilizzare farmaci ansiolitici, antidepressivi, sonniferi, antiipertensivi, ipolipemizzanti o antidiabetici. Nel lungo termine chi fa uso di terapia ormonale sembra avere una minore incidenza di aterosclerosi, di infarto, e di demenza. Esistono purtroppo falsi miti e paure legate all’uso della terapia ormonale. La menopausa è un evento naturale, ma è eticamente inaccettabile e poco rispettoso nei confronti della donna, considerare che i disturbi ad essa associati non siano da curare. Spesso non si inizia la terapia per paura di ingrassare. Invece, l’accumulo di grasso soprattutto a livello addominale, è una conseguenza della carenza ormonale, ed è contrastato e non indotto dall’uso di una terapia ormonale. L’insorgenza del tumore del colon è ridotto del 40%. Il tumore della mammella è aumentato, ma solo dopo 5 anni di terapia, con un incremento di 2 tumori su 1000 donne/anno (nessun effetto su 998 donne). Questo incremento, che non si associa ad una maggiore mortalità per questo tipo di tumore, è quasi irrilevante quando paragonato a quello indotto da altri fattori di rischio, quali il sovrappeso(24 tumori in più su 1000 donne/anno), o la sedentarietà(18 tumori in meno su 1000 donne/anno, per chi fa adeguata attività fisica). La Tos terapia ormonale, come tutte le terapie, ha indicazioni e rischi: è il medico competente che deve decidere.
*Responsabile Centro Menopausa, Dipartimento Integrato Materno Infantile, Azienda Policlinico di Modena

Stile di vita
Tra cibo e il movimento tante cure naturali
Il cibo che fa bene, che protegge dai problemi cardiovascolari, dall’osteoporosi, dall’obesità. Il cibo che cura naturalmente come una medicina. Ed è proprio alla natura che gli scienziati chiedono di rivolgersi: “Prima di rifarsi alla terapia ormonale sostitutiva, che aumenta il rischio di cancro alla mammella, si può intervenire con modifiche legate all’alimentazione e all’attività fisica. Per far fronte all’insorgere dell’osteoporosi è molto importante attivare la vitamina D, che ci permette di utilizzare il calcio, e lo si può fare prendendo anche solo 15 minuti di sole al giorno, sul viso e sulle braccia, facendo una passeggiata, consiglia Franco Berrino, responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano che da alcuni anni con la sua équipe propone iniziative di prevenzione e educazione sanitaria basate anche su corsi di cucina. “Molti medici raccomandano i formaggi”, spiega Berrino, “nella convinzione che essendo ricchi di calcio irrobustiscano le ossa. La fisiologia umana invece insegna che più proteine animali si mangiano, quindi carne, latte e formaggi, più il nostro sangue si acidifica, e per tamponare questa acidità, le nostre ossa cedono Sali di calcio, favorendo quindi, non certo riducendo, l’osteoporosi. Molto meglio invece utilizzare il gomasio (semi di sesamo tostati con sale), un alimento ricchissimo di calcio, le mandorle, mangiare ogni tanto la zuppa di pesce o la frittura di pesciolini, comprese le lische, che oltre essere ricche di calcio forniscono vitamina D, e mangiare cavoli, broccoli, legumi e cereali integrali, anch’essi buona fonte di calcio e le verdure di stagione. Per quanto riguarda l’acqua, consiglio di bere quella ricca di calcio e non quella oligominerale”. Molte sono le pietanze della cucina popolare italiana ideali per la donna in menopausa come la pasta e fagioli, le sarde alla siciliana con i pinoli e l’uvetta, il miglio con la zucca, le minestre di orzo o di farro. Gli studi effettuati sulle donne che vivono in Giappone, in Cina e in altre parti del mondo in cui i cereali e i cibi derivati da piante rappresentano i componenti principali della dieta, mostrano una minore incidenza dei sintomi neurovegetativi legati alla menopausa rispetto alle donne occidentali. Lo conferma una ricerca realizzata dall’équipe di Mario Gallo del Centro di Fisiopatologia del Climaterio dell’Università degli Studi di Torino. “Molte ricerche”, spiega lo scienziato, “dimostrano che una dieta basata su vegetali e frutta fresca riduce o elimina molti dei sintomi da carenza estrogenica. Si ritiene che tali cibi siano ricchi di fitoestrogeni, composti con azioni simili a quelle degli estrogeni. Ce ne sono di vari tipi nei legumi, nel finocchio, nel grano saraceno, nei cavolini di Bruxelles(isoflavoni), nei semi, nei cereali integrali, nella frutta, nell’aglio e nella cipolla(lignani), nel trifoglio e nei germogli(cumestani)”. Accanto al rischio di osteoporosi, vi è in menopausa un rischio cardiovascolare. Una dieta corretta, che prevede una drstica riduzione dell’apporto di grassi saturi(presenti nei grassi di origine animale, latte e derivati, tuorlo d’uovo) e di colesterolo alimentare(iperalimentazione), è in grado di contrastare le variazioni di lipidi(grassi) tipiche dell’età menopausale. L’American Heart Association raccomanda l’assunzione ottimale di lipidi pari al 30% delle calorie totali e di proteine derivanti dal pesce, ricco di grassi polinsaturi della serie omega 3, e dai legumi e cereali. Lo studio “Nurses Health Study”(1999) ha esaminato nello specifico il ruolo degli acidi grassi saturi coinvolgendo 80.082 donne di età compresa fra i 35 e i 59 anni. L’analisi ha evidenziato che l’apporto di acidi grassi saturi è legato ad un aumento del rischio cardiovascolare, mentre una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi(pesce) è in grado di ridurre tale rischio. Nella letteratura scientifica legata alla menopausa, si fa spesso riferimento all’alimentazione secondo la medicina tradizionale cinese. Spiega ancora Gallo:”In ambito ginecologico Yin(femminile, il freddo, la notte) e Yang(il maschile, il caldo, la luce) esprimono l’alternanza dei livelli ormonali. Le vampate di calore sono un tipico esempio di come l’energia Yang raccolta nel corpo cerchi di sprigionarsi all’esterno all’improvviso. Un’alimentazione ricca di cibi di origine animale(Yang) aumenta ulteriormente questa condizione”. Una sana alimentazione va di pari passo con lo stile di vita che non può prescindere dall’attività fisica. Conclude Berrino:”Per mantenere sane le ossa, bisogna usarle, per migliorare la resistenza bisogna “caricarle”, consigliata quindi una passeggiata con uno zaino leggero sulle spalle. Sconsigliato il nuoto”.
Di Rosella Magni

Altre medicine
Le virtù di sepia e melatonina
TANTE le cinquantenni che chiedono all’esperto in medicine complementari o anche al ginecologo i trattamenti non convenzionali per mitigare i disturbi del climaterio. L’omeopatia offre una vasta gamma di medicinali(“rimedi” è il termine esatto in questa disciplina) dalla Belladonna, per le caldane, alla Sepia che mitiga la secchezza vaginale al Sulphur in risposta al prurito cutaneo e vulvare. Questi e molti altri rimedi vanno prescritti dal medico omeopata che terrà conto delle condizioni psichiche e fisiche globali della donna. “Ideale è pure la melatonina che con la sua azione simil-ormonale rimpiazza la melatonina endogena, che con l’avanzare dell’età si fa sempre più carente”, dice Cosmo Mezzina,direttore del reparto ricerca e sviluppo Sirc a Caleppio di Settala, la melatonina introdotta in compresse(da 3 e 5 mg.), in gocce(10gtt corrispondono a 3 mg.) o caramelle(3 mg.) sublinguali a rapido assorbimento, ha un’attività antiossidante, migliora la qualità del sonno, ed è indicata nelle donne sovrappeso”. Meglio usarla per 2 – 3 mesi con pause di una settimana. Conosciuti anche i fitoestrogeni.”Questi ormoni vegetali derivati da piante, si legano ai recettori degli estrogeni femminili e ne mimano le funzioni, i più utilizzati ed efficaci sono quelli estratti dal Trifoglio rosso pratense”, afferma Pier Francesco Bolis, ginecologo all’Università dell’Insubria a Varese. Gli effetti riconosciuti di Menoflavon fitoestrogeno “intelligente”, riguardano la protezione del cuore, delle ossa e la riduzione del colesterolo “cattivo” LDL a favore di HDL, colesterolo “buono”.
Di Maria Paola Salmi

Notizia del 25 Giugno 2008